Deve essere lui, no, non quello lì coi baffoni e il muso accigliato, ma quest’altro con lo sguardo pensieroso e la piega della bocca decisa. E poi ha gli occhi celesti, e gli occhi celesti sono un dato fondamentale.
“Picciriddi mia” – diceva mio nonno ogni volta che si sedeva al fresco sotto un albero a villa Garibaldi – “noi i fantasmi dobbiamo ringraziare. Un ci cririti? Sintiti stu fatto successo...”.
E’ una storia semplice e misteriosa al tempo stesso, una vecchia storia di più di cinquant’anni fa, dei tempi della guerra, quando gli americani arrivarono a Palermo.
Voi lo sapete come sono gli americani, a volte sembrano bambinoni sempre pronti all’entusiasmo, e così come si videro davanti gli alberi ru chianu ra Marina, di piazza Marina, se ne innamorarono. E siccome a volte ragionano pure come i bambini che cosa dissero? Li prendiamo e ce li portiamo. Ve l’immaginate i nostri poveri alberi strappati e trapiantati così lontano, in America? Eppure quelli se li volevano portare, proprio così, back to the USA.
“Ma siamo pazzi!” – disse allora mio nonno e con lui tutto il quartiere, e decisero addirittura di boicottare i lavori. Cosi una notte lui e Tano Gambino si recarono furtivamente sullo spiazzale dove stavano le ruspe già pronte. Era una bella notte luminosa e mio nonno stava per sussurrare a Tano che quasi quasi la torcia nemmeno serviva quando tutti e due rimasero raggelati: attorno alle ruspe stavano quattro uomini e non c’era da sbagliarsi, erano soldati americani. Che volete, la talpa deve esserci sempre, e mio nonno in effetti un sospetto ce l’aveva, ma torniamo alla nostra storia che a questo punto si complica. Si perché vedete, proprio mentre loro due stavano per tornare indietro, accadde che i soldati cominciarono ad allontanarsi pure loro, e che fretta avevano! Mio nonno rimase lì nascosto deciso a capirci qualche cosa finchè non vide una figura, un signore era, a detta di mio nonno, così trasparente che le luci delle lampare gli brillavano attraverso. Ma il bello e che quando si voltò e gli piantò in faccia due occhi chiari e trasparenti come non mai, mio nonno capì che lo aveva già visto, ma dove?
Dovete sapere che mio nonno era custode allo Steri e lui giurava che il signore che vide quella volta era quello di un ritratto appeso là. Non lo so, certo sta di fatto che dopo qualche giorno gli americani decisero di lasciare in pace gli alberi e in effetti più lo guardo nel suo quadro e più mi pare che questo signore qui con gli occhi celesti doveva saperla lunga.






