mercoledì, 28 febbraio 2007
Adesso un racconto scritto anni fa...

Deve essere lui, no, non quello lì coi baffoni e il muso accigliato, ma quest’altro con lo sguardo pensieroso e la piega della bocca decisa. E poi ha gli occhi celesti, e gli occhi celesti sono un dato fondamentale.

“Picciriddi mia” – diceva mio nonno ogni volta che si sedeva al fresco sotto un albero a villa Garibaldi – “noi i fantasmi dobbiamo ringraziare. Un ci cririti? Sintiti stu fatto successo...”.

E’ una storia semplice e misteriosa al tempo stesso, una vecchia storia di più di cinquant’anni fa, dei tempi della guerra, quando gli americani arrivarono a Palermo.

Voi lo sapete come sono gli americani, a volte sembrano bambinoni sempre pronti all’entusiasmo, e così come si videro davanti gli alberi ru chianu ra Marina, di piazza Marina, se ne innamorarono. E siccome a volte ragionano pure come i bambini che cosa dissero? Li prendiamo e ce li portiamo. Ve l’immaginate i nostri poveri alberi strappati e trapiantati così lontano, in America? Eppure quelli se li volevano portare, proprio così, back to the USA.

“Ma siamo pazzi!” – disse allora mio nonno e con lui tutto il quartiere, e decisero addirittura di boicottare i lavori. Cosi una notte lui e Tano Gambino si recarono furtivamente sullo spiazzale dove stavano le ruspe già pronte. Era una bella notte luminosa e mio nonno stava per sussurrare a Tano che quasi quasi la torcia nemmeno serviva quando tutti e due rimasero raggelati: attorno alle ruspe stavano quattro uomini e non c’era da sbagliarsi, erano soldati americani. Che volete, la talpa deve esserci sempre, e mio nonno in effetti un sospetto ce l’aveva, ma torniamo alla nostra storia che a questo punto si complica. Si perché vedete, proprio mentre loro due stavano per tornare indietro, accadde che i soldati cominciarono ad allontanarsi pure loro, e che fretta avevano! Mio nonno rimase lì nascosto deciso a capirci qualche cosa finchè non vide una figura, un signore era, a detta di mio nonno, così trasparente che le luci delle lampare gli brillavano attraverso. Ma il bello e che quando si voltò e gli piantò in faccia due occhi chiari e trasparenti come non mai, mio nonno capì che lo aveva già visto, ma dove?

Dovete sapere che mio nonno era custode allo Steri e lui giurava che il signore che vide quella volta era quello di un ritratto appeso là. Non lo so, certo sta di fatto che dopo qualche giorno gli americani decisero di lasciare in pace gli alberi e in effetti più lo guardo nel suo quadro e più mi pare che questo signore qui con gli occhi celesti doveva saperla lunga.

postato da: martex71 alle ore febbraio 28, 2007 21:57 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 28 febbraio 2007
Ho appena visto le foto dei piccioni con i chip inseriti nel cervello (questa è una foto presa da Repubblica). Siate maledetti per le sofferenze che provocate a causa degli inutili esperimenti che fate! Siate maledetti..

collegamento dal sito di Repubblica





postato da: martex71 alle ore febbraio 28, 2007 09:49 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 27 febbraio 2007
Quante volte nella nostra vita abbiamo deciso di affrontare delle svolte epocali. Chiudere con il passato e ricostruire sulle macerie. Quante volte abbiamo pronunciato ad alta voce o dentro di noi le fatidiche parole: "Basta! adesso ci do un taglio!" Forse molte di queste non erano svolte proprio epocali.. .altre forse sì.... ai posteri l'ardua sentenza. Quello che mi lascia perplesso è che ogni volta che pronunciamo quella maledetta frase (“diamoci un taglio!”) l'unica cosa che facciamo è andare dal parrucchiere/barbiere a tagliarci i capelli.
Perché? Cosa c'è nei locali di questi artisti del look? quale mistica essenza ci fa credere che basta tagliarsi i capelli per tagliare con il passato? Hanno insita in loro, questi maestri del taglio, un’ insondabile saggezza che ci guida attraverso gli ardui passaggi di fase della nostra vita? Cosa, mi domando, cosa ha un  barbiere/parrucchiere che non ha una manicure? o un salumiere? uno psicologo? un antropologo? un prete? Siamo forse troppo legati ad un ancestrale ricordo di sansoniana memoria?
postato da: martex71 alle ore febbraio 27, 2007 13:55 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 26 febbraio 2007
L'indole di una persona la si può intuire da tante cose. Tratti fondamentali sono la sua capacità di essere sincero o la sua ipocrisia. Ma questi tratti sono oltremodo applicabili anche allo stomaco di una persona. Una delle " patologie" più comuni che questa vita di stress ci ha regalato, come anche tante pubblicità ci mostrano, è quella del meteorismo (presenza di gas nello stomaco). La soluzione utilizzata dallo stomaco per liberarsi di questi gas può a sua volta essere sincera o ipocrita. In poche parole voglio qui contrapporre la sincerità del rutto all'ipocrisia del peto! Uno stomaco che rutta è uno stomaco fondamentalmente sincero. Il rutto è lì davanti a tutti. Certe volte rumoroso altre silenzioso, certe volte acidulo altre soddisfacente ma sempre lì davanti a tutti... incapace di nascondersi. Il rutto si divide in tante sottocategorie ma tutte una più sincera dell'altra. D'altra parte il peto, invece, è famoso per essere subdolo. Anche lui può uscire rumoroso o silenzioso, ma a voler avvalorare la tesi della sua ipocrisia è più da temere quello silenzioso che non quello rumoroso. Una persona che rutta mette una mano davanti alla bocca e tutti capiscono cosa stia accadendo. Una persona che sente il peto arrivare dalle viscere dello stomaco non può mettersi una mano davanti al culo! Quindi non solo il peto è ipocrita ma trasforma in ipocrita anche il suo contenitore. Ci sono svariate maniere per ririconoscere il proprietario di uno stomaco ipocrita. L'unico strumento che serve è un occhio attento e capace di osservare ( no non le flatulenze.. quelle sono invisibili). Questi sono i sintomi da ricercare:
1) sguardo fisso all'infinito come se si cercasse di risolvere i problemi che affliggono il mondo con il solo pensiero ( nel momento in cui si  trasforma in sguardo di terrore non vuol dire che si è capito che i suddetti problemi sono irrisolvibili, ma solo che si è capito che il colpo non sarà a salve);
2) repentini passaggi d'umore tra il "gioviale chiacchierone" e "l'attento ascoltatore" (quest'ultimo indica che il colpo è in canna);
3) sorriso ebete e spostamenti con passettini veloci ma piccoli ( effetto shackerante - illusorio tentativo di controllo del gas impuro);
4) incapacità di decidere se il divano è comodo o no con continue prove in varie posizioni (inutile tentativo di tappare la bocca di fuoco).
postato da: martex71 alle ore febbraio 26, 2007 19:45 | Permalink | commenti
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lunedì, 26 febbraio 2007
La chiesa fin dalla sua nascita ha dovuto sempre battersi contro dei presunti nemici. Anche quando ormai dominava le anime di tutti gli abitanti d'Europa questo spirito combattivo non le è mai venuto meno. Così fra crociate e persecuzioni, fra inquisizione e messa al bando della scienza, fra roghi e torture varie, la chiesa ha sempre trovato qualcuno (spesso innocente) su cui sfogare la propria combattività. Nei giorni nostri la chiesa ha dichiarato guerra alla genetica, agli omosessuali, ai divorziati e alle donne che preferiscono interrompere le loro gravidanze. C'è da dire che ogni tanto ha anche tentato di dirsi contraria alle guerre... ma solamente quando non trovava nulla da dire sugli altri argomenti per mesi. Quello che non capisco è come mai adesso la chiesa abbia deciso di dichiarare guerra alla grammatica italiana: perchè si accanisce tanto contro la prima persona del presente indicativo del verbo "dire"? Addirittura il latino ( non possumus) è sceso in campo (anche lui) contro la grammatica italiana. In tutto questo, un sacco di personaggi della politica italiana hanno deciso di schierarsi dalla parte della chiesa. La caratteristica che accomuna questi politici è che sono tutti divorziati (alcuni risposati in municipio) e conviventi. Mi domando: ma la chiesa in questa sua assurda battaglia contro la prima persona del presente indicativo del verbo dire non avrebbe fatto meglio a cercare alleati negli accademici della Crusca?
postato da: martex71 alle ore febbraio 26, 2007 19:45 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 26 febbraio 2007
Viviamo proprio in una strana società. La società dei consumi. Ma con la parola consumi non si intende mica consumi utili/logici/intelligenti, no, proprio no… la nostra società consuma proprio tutto. Ma prima di tutto consuma noi consumatori! Siamo il primo caso in natura di vittimismo autoindotto distruttivo ( no! non chiedetemi cosa significhi.. .l’ho appena coniato… ci studio e poi ve lo faccio sapere). La pubblicità è lo strumento che questa società usa per indurci ad autoconsumarci. Ora però, quello che mi domando è: ma anche la pubblicità non poteva essere un attimino più intelligente?
Mi spiego: l’abitudine di quasi tutti i cittadini italiani è quella di consumare i principali pasti della giornata con questo strumento di coercizione di massa, che è la televisione, acceso.
Ma dico io, è mai possibile che quando mi siedo a tavola mi devo sempre vedere un imbecille che con la chitarra “allieta” la giornata di tutti gli avventori di autobus e metropolitana di una fantomatica città solo perché ora grazie a dei fermenti lattici (vivi/morti/attivi/passivi) lui riesce a cagare tutti giorni?
O la casalinga che nei giorni in cui è “posseduta” dal suo ciclo decide che deve andare in deltaplano oppure fare parapendio o anche provare a lanciarsi con il paracadute, tanto il suo assorbente ha le ali… Ma questa deficiente l’ha capito che ad avere le ali è l’assorbente e non lei?
Per non parlare di quella famiglia di cerebrolesi che mangiano verdure in scatola ( di marca francese) e sono contenti tanto da cantare e ballare in giardino quando restano chiusi fuori di casa. Anche qua mi domando: ma come è possibile che i NAS non abbiano ancora controllato che tipo di “verdure” contengano queste confezioni?
postato da: martex71 alle ore febbraio 26, 2007 19:44 | Permalink | commenti
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lunedì, 26 febbraio 2007
Voglio, sinceramente, fare un applauso a quelle persone che per una coerenza morale fuori dal comune hanno deciso di far cadere il governo. Ora i vostri desideri saranno di sicuro esauditi, soprattutto se si andrà a nuove elezioni, che la sinistra non potrà mai vincere dopo la magra figura fatta anche questa volta. La destra che salirà al governo ha già fatto sapere che non permetterà agli americani di raddoppiare le dimensioni della base di Vicenza, ma che in considerazione della grande manifestazione ivi tenutasi, pensa di donare la città intera al governo americano. Per quanto riguarda i soldati in Afghanistan il problema è già risolto: dirotteranno li anche quelli che stanno tornando dall'Iraq. Quindi miei cari senatori dall'irreprensibile coscienza siate fieri del vostro operato. Vi ringraziano sentitamente tutti quelli che per questo governo hanno votato e quelli che speravano di riuscire ad ottenere qualcosa con i pacs/dico. Quanto ci costerà cara la vostra coscienza! Siete proprio dei bravi "cristiani".
Calvi abbacchi e sinceri salumi (cit. topolino - perchè siete seri quanto i fumetti)
postato da: martex71 alle ore febbraio 26, 2007 19:43 | Permalink | commenti
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