mercoledì, 04 luglio 2007
Spesso usiamo le parole delle canzoni per buttare fuori quello che abbiamo dentro. Forse una timidezza innata non ci permette di esprimere direttamente quello che sentiamo dentro di noi facendoci rifugiare dietro delle canzoni. Ecco perchè tutti i blog in giro portano almeno una canzone al loro interno. Riuscire a comunicare quello che non si può dire a parole da un senso di libertà e leggerezza che non si può descrivere. La scelta della canzone chiaramente non può essere casuale. Solo una e una sola può realmente descrivere quello che abbiamo dentro in quel momento. Il linguaggio nel quale il nostro interiore viene espresso invece non ha alcuna importanza. Non serve che gli altri capiscano serve solo avere avuto la possibilità di buttare fuori quello che si ha dentro:

Il gallo è morto, il gallo è morto.

Il gallo è morto, il gallo è morto.

Non canterà più coccodì e coccodà,

non canterà più coccodì e coccodà.

 

E co e co e co e coccodì e coccodà!

E co e co e co e coccodì e coccodà!

 

Le coque est mort, le coque est mort.

Le coque est mort, le coque est mort.

Il ne chanterà plus coccodì e coccodà,

il ne chanterà plus coccodì e coccodà.

E co e co e co e coccodì e coccodà!

E co e co e co e coccodì e coccodà!

 

The cook is dead, the cook is dead.

The cook is dead, the cook is dead.

He will never sing coccodì e coccodà,

he will never sing coccodì e coccodà.

E co e co e co e coccodì e coccodà!

E co e co e co e coccodì e coccodà!

 

Der ahn ist tod, der ahn ist tod.

Der ahn ist tod, der ahn ist tod.

Er will nicht mehr krhen coccodì e coccoda,

er will nicht mehr krhen coccodì e coccoda.

E co e co e co e coccodì e coccodà!

E co e co e co e coccodì e coccodà!

 

Noster gallus est mortuus, noster gallus est mortuus.

Noster gallus est mortuus, noster gallus est mortuus.

Ille non cantabit coccusdis coccusdas,

ille non cantabit coccusdis coccusdas.

 

E co e co e co e coccusdis coccusdas!

E co e co e co e coccusdis coccusdas!

 

El gagio es muerto, el gagio es muerto.

El gagio es muerto, el gagio es muerto.

El non cantarà mas coccodì e coccodà,

el non cantarà mas coccodì e coccodà.

 

E co e co e co e coccodì e coccodà!

E co e co e co e coccodì e coccodà!

 

Nostro galloschi mortovoschi, nostro galloschi mortovoschi.

Nostro galloschi mortovoschi, nostro galloschi mortovoschi.

Niet canteraschì e coccodì e coccodoschi,

niet canteraschì e coccodì e coccodoschì.

 

E co e co e co e coccodì e coccodoschi!

E co e co e co e coccodì e coccodoschi!

 

Son staa mì che hoo mazzaa el gall.

Te see staa tì che t'hee mazzaa el gall?

El m’ha rott i ball col coccodì e coccodà!

El m’ha rott i ball col coccodì e coccodà!

 

E co e co e co e coccodì e coccodà!

E co e co e co e coccodì e coccodà!

E co e co e co e coccodì e coccodà!

E co e co e co e coccodì e coccodà!

ahhhh  finalmente libero... come mi sento leggero adesso.. prima mi sentivo come... hmm...  costipato...
postato da: martex71 alle ore luglio 04, 2007 13:53 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 03 luglio 2007
Ritorno sulla stupidità della pubblicità e in particolare prendo di nuovo ad esempio quella del deodorante AXE. Si proprio quella che ha come target il maschio medio, modello macho cerebroleso all'uccello! Mi piace l'idea di fare un paragone fra questa pubblicità che vede il maschione inseguito da migliaia di assatanate amazzoni in bikini (quindi una pubblicità improntata sul sesso in una visione prettamente frustrata e maschilista) e la pubblicità di un famoso deodorante per donna (Impulse) che invece aveva come slogan :" se qualcuno ruba un fiore per te sotto sotto c'è Impulse" dando chiaramente l'idea che a fine giornata la donna avrebbe potuto tranquillamente aprirsi una filiale di interflora ma che sicuramente non avrebbe battuto chiodo!
Ora dico ma non vi siete stancati di questi stereotipi? sono assurdi, ridicoli, offensivi, demenziali e, soprattutto,  puerilmente maschilisti.
Io non capisco più sparano cazzate e mettono in giro sciocchezze e più si cercano nomi altisonanti. Li chiamano creativi. Forse solo perchè usano tanta creatina. Però qualcuno dovrebbe spiegargli che il cervello non è un muscolo!
postato da: martex71 alle ore luglio 03, 2007 13:36 | Permalink | commenti
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martedì, 03 luglio 2007
Il mondo dei consum(ati)ismo non si ferma davanti a nulla e così anche quello della pubblicità. Così gli inviti ad acquistare prodotti che trasformeranno noi essere comuni in figoni eccezionali invece di diminuire aumentano a dismisura e in stupidità. Ecco così che il creativo di turno ci mostra che figoni irresistibili diverremmo se usassimo il deodorante ( o profumo.. non ricordo) AXE. Nel suddetto video migliaia di donne in bikini, chi per mare e chi per terra, corrono per raggiungere il deficiente di turno, seminudo, che non fa altro che cospargersi di axe su una spiaggia solitaria (almeno fino a poco prima). Da ciò si deduce che la prima cosa che fanno le donne quando sentono quest'essenza non è assalire l'uomo ( con dubbi propositi, a ben guardare le facce stravolte dall'ira delle donne) ma andare a casa. Mettersi in bikini anche se siamo a dicembre e, a quel punto, cominciare la corsa verso il suddetto tipo. Lui non è da meno, visto che è l'unico imbecille che si spruzza di deodorante mentre è ancora in spiaggia sotto il sole cocente! Ma comunque diamo per possibile tutto ciò e proiettiamolo in una dimensione a noi più vicina.
Ieri mattina, domenica, a causa del fatto che ero senza mezzi di locomozione e che quindi non potevo raggiungere nessuna spiaggia in tempo utile, ho pensato che potevo sperimentare il suddetto deodorante a piazza politeama. La scelta del luogo era basata sulla considerazione che la pizza è abbastanza grande da accogliere tutte le migliaia di donne che sarebbero accorse allo scatenarsi della perfida essenza.
Le cose che comunque mi lasciavano perplesso erano due:

a) non avevo visto, fino ad allora, nessuna donna correre in bikini da nessuna parte. Ma questo, possibilmente, era dovuto al fatto che il suddetto deodorante non avesse mercato o che gli acquirenti, come me, fossero un attimo titubanti a scatenare una tale forza della natura;

b) la portata di tale essenza era forse direttamente proporzionale alle correnti d'aria attive in loco durante la spruzzata? nel qual caso sarebbe stato sicuramente meglio spruzzare in un posto molto ventoso.

Con questi due interrogativi irrisolti mi decisi, comunque, a procedere al suddetto esperimento. Usate la fantasia per immaginare la scena.. ecco la fredda cronaca dell'esperimento:

Ore 11:00 - Mi presento a piazza politeama con un paio di pantaloncini e una maglietta. Sotto solo un costume da mare.

ore 11:15 - Analizzata la situazione mi spoglio dei vestiti e resto in costume.

ore 11:17 - I presenti mi guardano con sguardo incuriosito e preoccupato.

ore 11:18 - Inizio lo spruzzo del mitico deodorante.

ore 11:19 - Delle donne iniziano a correre per allontanarsi da me - Considerazioni: staranno andando a mettersi il bikini?

ore 11:25 - La cosa sembra funzionare. Vedo due donne vestite di blu e con un berretto in testa scese da una macchina azzurra con sirena in testa che corrono velocissime verso di me. - Considerazioni: ma perchè non sono in bikini? ma soprattutto perchè sono proprio vestite alla stessa maniera? Sembra quasi una divisa. forse la spruzzata è stata troppo forte e queste due non hanno voluto perdere tempo a cercare i bikini a casa... hiuuummm

ore 11:25 - Le donne correndo verso di me urlano frasi ma a causa delle urla delle altre donne non capisco cosa vogliono. - Considerazioni: la cosa si fa eccitante.

ore 11:26 - Le due donne mi hanno raggiunto e mi hanno buttato per terra. - Considerazioni: devono essere delle sadiche perchè hanno iniziato a picchiarmi con delle specie di manganelli... sesso violento... è comunque un esperienza nuova.

ore 11:27 - Ho capito cosa stavano urlando le due donne mentre correvano verso di me :" sei in arresto, maniaco pezzo di merda!" - Considerazioni: forse erano raffreddate e non hanno sentito i potenti effluvi del mio deodorante.. che sfiga!

ore 23:45 -  Mia moglie ha pagato la cauzione non passerò la notte in guardina. Ha detto che a casa faremo i conti. Fra un mese mi dovrò presentare davanti al giudice per rispondere dell'accusa di atti osceni in luogo pubblico. - Considerazioni: la prossima volta devo guardare la data di scadenza del prodotto forse questa bottiglietta era già scaduta.
postato da: martex71 alle ore luglio 03, 2007 09:37 | Permalink | commenti
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martedì, 03 luglio 2007
www.grandiscuole.it/immagini/0706.studio.form.gif
Ultimamente in giro nelle nostre città si può trovare questo manifesto inneggiante alla possibilità di recuperare anni scolastici come fossero punti del supermercato. Non voglio scendere nel merito di questi diplomifici non è il mio compito ne mia intenzione infilare il dito nella piega. Voglio invece ancora una volta soffermarmi sulla pubblicità in quanto strumento di coercizione di massa della psiche. Il vero regno dell'apparenza. La prima volta che ho visto questa pubblicità ero in motore e come ormai fa la nostra psiche automaticamente sono andato a cercare il messaggio che lanciava senza guardare invece alle immagini. Da un po’ di tempo invece mi piace andare oltre il messaggio e vedere proprio le immagini o i filmati.. se ne vedono di divertentissimi. Nella caso in questione il messaggio è :" se hai fallito alle scuole pubbliche non preoccuparti vieni da noi spendi un po’ di soldi e avrai il diploma come se l'avessi preso sul serio tu! Poi però guardo la foto e vedo lui e la lei alla sua destra.. ma più lui... e capisco.. 
Ma uno con una faccia così è chiaro che non sia riuscito a spuntarla nella scuola (quella vera).. con quel sorriso completamente beota... con quella mano con cui pensa solo a ravanarsi... con quella luce (spenta) nello sguardo che non fa che altro che domandare: " ma perchè? - perchè non capisco un cacchio di quello che sento/vedo/percepisco?"
che tenerezza... poverino... lo vorrei consolare.. dirgli di non preoccuparsi... fargli capire che non è colpa sua... è stata la genetica!
postato da: martex71 alle ore luglio 03, 2007 09:27 | Permalink | commenti (1)
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